Interrogazione scritta E-1718/99
di Lucio Manisco e di Armando Cossutta (GUE/NGL), membri del Parlamento Europeo
al Consiglio dell’Unione Europea
(30/09/1999)

Sterminio di bambini iracheni causato dall’embargo

Le drammatiche cifre relative ai decessi dei bambini iracheni a causa dell’embargo che subisce l’Iraq sono state confermate dalla WHO, dagli osservatori dell’ONU e dalla Croce Rossa internazionale.

  1. Per quale ragione il Consiglio continua a sostenere la politica dell’embargo contro l’Iraq avendo ormai verificato che essa non destabilizza minimamente il potere del dittatore di Baghdad e che colpisce solo la popolazione civile, come sostenuto anche dallo stesso governo francese?
  2. Quali urgenti passi intende intraprendere affinché si ponga fine ad una situazione divenuta intollerabile per i diritti dell’uomo e per il diritto internazionale?

RISPOSTA del Consiglio dell’Unione Europea

(24 gennaio 2000)

L’Unione Europea continuerà ad attuare l’embargo imposto dalla risoluzione n. 687 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha inoltre attuato i programmi "petrolio in cambio di cibo" decisi dallo stesso Consiglio di Sicurezza e constatato che essi hanno migliorato, seppur in misura limitata, le condizioni di vita della popolazione civile irachena.

L’UE fornisce inoltre aiuti al popolo iracheno, entro i limiti fissati dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, attraverso le organizzazioni internazionali di assistenza. Il Consiglio invita il Governo iracheno ad intensificare la sua cooperazione con tali organizzazioni e ad agevolarne l’operato.

Nel frattempo l’UE continua a fornire aiuti al popolo iracheno. In Consiglio invita il Governo iracheno a cooperare con le organizzazioni internazionali di assistenza.