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Intervento di Lucio Manisco (GUE/NGL) al Parlamento Europeo sul Programma di lavoro della Commissione Europea per l’anno 2000 (Strasburgo, 14 febbraio 2000).
Mi permetta, Presidente Prodi, di esplicitare apprensione ed allarme per l’impostazione data al programma per il 2000, da lei testé definito anno della svolta, e non solo per la carenza di proposte veramente innovative; no, a preoccuparci è l’impostazione programmatica pseudo-ideologica di questo piano di lavoro, la sua adozione subordinata ed acritica del modello statunitense, di quel modello di sviluppo asociale e drogato che turba i sonni non solo di economisti a noi affini, ma di personaggi al di sopra di ogni sospetto come il Presidente della Federal Reserve USA Alan Greenspan. La sua è un’impostazione priva di visione autonoma, non certo antitetica agli USA, dell’Europa di oggi e di domani, impervia se non cieca davanti agli eventi che stanno travagliando e risvegliando la coscienza di tanti suoi colleghi europei... eventi epocali come Seattle, che lei vuole rilanciare costi quel che costi, o come i ripetuti, arroganti veti di Washington ai candidati al Fondo Monetario, caduti solo nelle ultime ore per via dell’insistenza sul nome di Horst Koehler. Di fronte al rullo compressore statunitense che sta schiacciando le ultime querule resistenze del vecchio continente lei si impegna ad attenuare al massimo, ad eliminare i conflitti transatlantici in nome di un ipotetico partenariato tra la superpotenza planetaria e l’impotenza programmata che affligge l’Europa, grazie anche all’opera incessante di lobbies come la ERT, di commissari che seguono alla lettera i suoi dettami come l’ineffabile Sir Leon Brittan e il suo degno successore Oscar Lamy. Analoghe, e più amare, le considerazioni sulle decisioni di Helsinki in materia di dispositivo di reazione rapida, miraggio lontano di un esercito europeo che lei menziona di sfuggita per via delle aspre polemiche della gestione Solana, che è poi quella del proconsole della NATO George Robertson. Non ho il tempo per soffermarmi sugli altri aspetti moderati, elusivi, troppo elusivi del suo programma: ambiente, salute, giustizia, trasporti, sicurezza e poi l’allargamento precipitoso dell’Unione che le ha attirato l’aspra critica del suo predecessore Jacques Delors, e poi ancora lo sviluppo dell’economia on-line come una delle tante panacee per la disoccupazione e la difesa dei consumatori-cittadini e non dei cittadini-consumatori. Presidente Prodi, mi permetta un suggerimento amichevole, non stiamo vivendo nel migliore dei mondi possibili; nuvole minacciose, a stelle e strisce, incombono sui cieli d’Europa. Nelle immortali parole di Charles De Gaulle al generale Le Clerque che aveva appena liberato questa bella città di Strasburgo: "Monsieur Prodi, preparez votre défence, c’est la défence de l’Europe".
Lucio Manisco, MEP |