Interrogazione scritta E-2229/00
di Lucio Manisco e Armando Cossutta (GUE/NGL), membri del Parlamento Europeo
alla Commissione Europea e al Consiglio dell'Unione Europea
(19/06/2000)

Partecipazione europea al "Plan Colombia" degli Stati Uniti d'America

Secondo la stampa britannica ("Guardian Newspapers - The Observer") lunedì 19 giugno 2000 nel corso di consultazioni multilaterali al Foreign Office britannico gli Stati Uniti hanno chiesto ai governi dell'Unione Europea di partecipare con un contributo di 600 milioni di sterline al cosiddetto "Plan Colombia", già varato dall'Amministrazione Clinton con uno stanziamento di un miliardo e 600 milioni di dollari per assistere militarmente ed economicamente il governo colombiano nella lotta al narcotraffico. Il piano - che ha incluso la fornitura di 63 elicotteri da combattimento "Blackhawks", mezzi blindati ed altri armamenti pesanti alle forze armate di Bogotà - ha destato vivo allarme entro e fuori il Congresso USA, in quanto sotto la speciosa formula dell'estirpazione del narcotraffico minaccia di porre fine definitivamente al negoziato di pace con i raggruppamenti guerriglieri FARC ed ELN e di trasformare la Colombia in un altro Vietnam, esasperando un conflitto civile che negli ultimi 36 anni ha provocato centinaia di migliaia di morti e più di un milione di rifugiati con pesanti ripercussioni su paesi vicini come il Venezuela.

  1. Non ritengono la Commissione e il Consiglio di dover informare il Parlamento Europeo della sostanza e dell'esito delle consultazioni multilaterali di Londra?
  2. Non ritengono la Commissione e il Consiglio di dover dissociare la UE dal "Plan Colombia", anche se il contributo richiesto dovesse essere finalizzato all'assistenza economica e umanitaria?
  3. Non ritengono la Commissione e il Consiglio di dover perseguire in forma autonoma e senza condizionamenti di sorta un'assistenza economica alla Colombia che è già ammontata a circa 5 milioni di euro?
  4. Non ritengono la Commissione e il Consiglio che tale assistenza debba essere potenziata e sostanzialmente mirata alla sostituzione delle coltivazioni di coca e di papavero con altre culture garantite da piani di credito commerciale per promuovere il successo economico e sociale della conversione agricola ed eradicare così il narcotraffico?
  5. Non ritengono la Commissione e il Consiglio di dover intervenire - come richiesto più volte da esponenti della guerriglia e della società civile colombiana in visita nelle capitali europee - con una opera di mediazione volta a rilanciare un vero negoziato di pace e a raggiungere una soluzione non militare di un così lungo e sanguinoso conflitto?


RISPOSTA data dal Sig. Patten (Commissario alle relazioni esterne)
a nome della Commissione Europea
(28 luglio 2000)

La Commissione e gli Stati membri hanno espresso in diverse occasioni il loro pieno sostegno al processo di pace in Colombia. Per quanto riguarda il "Plan Colombia", l'Europa ha sottolineato l'esigenza di affrontare le cause alla radice dell'attuale conflitto, vale a dire le diseguaglianze sociali e il mancato rispetto dello Stato di diritto.

Nei corso della riunione del 6-7 luglio relativa al processo di pace in Colombia, l'Unione ha espresso unanime sostegno alle iniziative di pace del governo colombiano. Ha inoltre manifestato la sua disponibilità a fornire un contributo concreto alla realizzazione di una serie di progetti in alcuni settori di attività ben determinati. La Commissione si è offerta di coordinare un "pacchetto" di aiuti UE e la Spagna ha preso impegni per 100 milioni di euro. Vale la pena di ricordare che alla riunione di Madrid il Parlamento era adeguatamente rappresentato.

L'assistenza comunitaria alla Colombia non è subordinata ad alcun elemento di condizionalità. Di particolare rilievo è il sostegno fornito dall'Unione a più di un milione di profughi vittime della guerra civile. A livello internazionale, pertanto, la Commissione (attraverso ECHO) rappresenta il principale donatore di aiuti ai profughi (24 milioni di euro dal 1997 ad oggi).

Quanto alla questione sollevata dall'onorevole parlamentare in merito alla lotta antidroga, la Commissione agisce in base al principio della responsabilità condivisa. Essa ha già realizzato una serie di progetti di sviluppo alternativo in America Latina ed è disponibile ad esplorare tale possibilità anche in Colombia, purché sia garantita la sostenibilità dell'azione. Un altro utile strumento consiste nel migliorare l'accesso dei prodotti colombiani al mercato europeo per facilitare la transizione dalle colture illecite a quelle lecite, mediante il trattamento speciale che viene riservato a tutti i paesi andini nel quadro del sistema di preferenze generalizzate collegandolo alla lotta antidroga.

Infine, il governo colombiano non ha fino ad oggi richiesto alcun intervento di mediazione nel conflitto da parte di terzi.

 

RISPOSTA del Consiglio dell’Unione Europea
(20 novembre 2000)

Il cosiddetto "Plan Colombia" costituisce un "Programma di risanamento nazionale" avviato dal Presidente Pastrana in occasione della sua elezione nel luglio 1998. Detto programma, che prevede un bilancio di 7.600 milioni di dollari in tre anni, contiene disposizioni circa il processo di pace in Colombia, il rilancio dell'economia colombiana, la lotta al narcotraffico, la riforma del sistema giudiziario, la tutela dei diritti dell'uomo, la democrazia e lo sviluppo sociale.

Il Presidente Pastrana si è rivolto alla comunità internazionale chiedendo di appoggiare il finanziamento di tale progetto. Il Presidente Pastrana si è segnatamente rivolto al Parlamento europeo in data 25 ottobre 1999 e alla medesima data ha incontrato anche il Segretariato Generale/Alto Rappresentante, sig. Solana, nonché il Commissario Chris Patten. Egli ha annunciato che intende inviare emissari nei paesi donatori potenziali per presentare e concretizzare la sua richiesta d'aiuto.

Per quanto riguarda la riunione citata dalla stampa britannica, si tratta senza dubbio della riunione a livello tecnico organizzata dal Foreign Office a Londra il 19 giugno, al fine di avere uno scambio di opinioni preliminare con il Governo colombiano e con rappresentanti della società civile in vista della riunione internazionale sul processo di pace in Colombia che, sotto gli auspici della Banca di Sviluppo Interamericana, si è svolta a Madrid il 7 luglio 2000. Alla riunione di Madrid era rappresentato anche il Parlamento Europeo. A seguito della riunione di Madrid gli Stati membri dell'Unione e la Commissione europea devono esaminare le possibilità concrete di cooperazione con la Colombia nei suddetti settori.

Il Consiglio ha già avuto occasione varie riprese di informare il Parlamento europeo sulla situazione in Colombia e sul "Plan Colombia", segnatamente nella sessione di aprile, rispondendo all'interrogazione orale QH/300/00.

L'Unione europea segue con attenzione la situazione in Colombia ed è in contatto con il Governo colombiano, la società civile e le ONG presenti nel paese.

Consapevole delle gravissime conseguenze della situazione di violenza di tale paese, l'Unione ha ribadito il proprio appoggio al Governo colombiano per far progredire il processo di pace. L'Unione attribuisce la massima importanza a un'effettiva partecipazione della società civile e dell'insieme delle parti implicate nel conflitto al fine di promuovere la riconciliazione nazionale e lo sviluppo economico e sociale del paese.

L'Unione appoggia il processo di negoziato avviato dal Governo colombiano con i principali gruppi armati, nonché gli sforzi compiuti da tale governo per aprire il dialogo sul processo di pace alla società civile, grazie ad una concertazione ampliata.

L'Unione europea è consapevole dei gravi problemi che la Colombia deve affrontare e ritiene che un approccio integrato sia essenziale per risolvere tali problemi interdipendenti.

L'Unione europea è disposta a studiare eventuali nuove cooperazioni in settori quali la modernizzazione dello Stato, il rafforzamento delle istituzioni democratiche e dello stato di diritto, il rispetto dei diritti dell'uomo, la protezione dell'ambiente, lo sviluppo delle colture di sostituzione e la riforma economia.