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Interpellanze di Lucio Manisco, membro del Parlamento Europeo, rivolte rispettivamente alla Commissione Europea e al Consiglio dell’Unione Europea (28 marzo 2000)
Incarcerazione di Akin Birdal e condanna di Necmettin Erkaban in Turchia
Martedì 28 marzo 2000 la Procura della Repubblica di Ankara ha negato la sospensione della pena e ha ordinato l'incarcerazione di Arkin Birdal, illustre e coraggioso difensore dei diritti civili nel suo paese, già condannato per aver pronunciato "discorsi di natura eversiva". La sospensione per sei mesi dell'esecuzione della condanna era stata chiesta dai suoi avvocati perché Arkin Birdal necessita di assidue cure mediche a causa delle ferite riportate in seguito ad un attentato alla sua vita. All'inizio di marzo l'ex Primo Ministro Necmettin Erkaban è stato condannato ad un anno di carcere per imputazioni analoghe derivate da un discorso pronunziato nel 1994.
E-1120/00IT RISPOSTA data dal Sig. Verheugen (Commissario per l'allargamento della UE) a nome della Commissione (22 maggio 2000) La Commissione condivide le preoccupazioni espresse dall'onorevole parlamentare sulla situazione di Akin Birdal, che ha dovuto tornare in prigione per scontare tutta la pena, e di Necmettin Erbakan, condannato ad un anno di prigione. Per quanto riguarda il sig. Birdal, la Commissione sostiene pienamente la dichiarazione della Presidenza del Consiglio del 30 marzo 2000, che in particolare invita il Governo turco a prendere provvedimenti per la liberazione di tale militante riconosciuto dei diritti umani in Turchia. Questa situazione è ancora più spiacevole in quanto le decisioni del Consiglio Europeo di Helsinki del 10 dicembre 1999, che hanno confermato che la Turchia è uno dei paesi candidati, invitano il paese a cercare di rispettare al massimo i criteri politici di Copenaghen. E' peraltro importante che la Turchia avvii un processo ampio e risoluto di democratizzazione e adotti le riforme necessarie. La revisione o addirittura l'abrogazione dell'articolo 312 del codice penale, che è alla base della condanna del sig. Birdal nel 1998 e del sig. Erbakan nel marzo 2000, sembra a questo proposito inevitabile.
Risposta del Consiglio: non ancora pervenuta
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