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01
Settembre 2001
Fatti e misfatti di Genova
al Parlamento Europeo
Interverrà per la presidenza belga il
Ministro Luis Michel. Il dibattito verrà preceduto da una conferenza
stampa di Agnoletto e dei dirigenti francese e svedese di ATTAC.
di Lucio Manisco
Bruxelles – La disastrosa gestione
italiana del G-8 di Genova verrà dibattuta dal Parlamento Europeo nella
sessione plenaria di Strasburgo di mercoledí prossimo ed a nome della
presidenza belga interverrà il Ministro degli esteri Luis Michel che alla
vigilia delle elezioni del 13 maggio u.s. non aveva risparmiato aspre
critiche alla presenza di Bossi e Fini nella coalizione della Casa delle
Libertà. La decisione è stata presa a conclusione di una discussione,
definita dai portavoce "molto animata", dai presidenti dei
gruppi parlamentari a Bruxelles che hanno poi dovuto ricorrere all’inconsueta
procedura del voto ponderato, rispecchiante cioè la consistenza numerica
dei singoli gruppi, sull’opportunità o meno di sottoporre all’approvazione
dell’assemblea una risoluzione sui comportamenti delle autorità
italiane prima, durante e dopo la sanguinosa repressione dei no-global
nel capoluogo ligure: per l’accanita opposizione del Partito Popolare
Europeo di cui fa parte Forza Italia e dell’Europa delle Nazioni di cui
fa parte Alleanza Nazionale ha prevalso di stretta misura – 305 voti
contrari e 302 favorevoli – il parere avverso alla presentazione di una
risoluzione da porre ai voti dell’europarlamento. La tesi sostenuta dal
PPE, da EdN, con l’assenso del gruppo liberale, è che le istituzioni
comunitarie non potevano interferire nell’operato della magistratura
genovese e nell’indagine tutt’ora in corso del Parlamento italiano.
Una tesi che verrà molto probabilmente respinta quando la questione
verrà sottoposta all’esame ed al voto reale dei parlamentari presenti a
Strasburgo nella seduta preliminare di lunedí 3 settembre. Diversi
"liberals" e "gaullistes" potrebbero infatti unirsi a
verdi, socialdemocratici e socialcomunisti nel sostenere la necessità di
concludere il dibattito di mercoledí con una mozione di maggioranza più
o meno critica dell’operato delle autorità italiane.
A vivacizzare la discussione parlamentare,
o comunque a fornire ad essa nuovi dati di giudizio, si è aggiunta una
iniziativa del gruppo GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea / Sinistra Verde
Nordica) che ha invitato nella sede del Parlamento Europeo martedí 4 c.m.
per un incontro – dibattito aperto a europdeputati e giornalisti
Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum, Christophe Aguiton,
responsabile internazionale di ATTAC – Francia e Helena Tagesson di
ATTAC – Svezia: il tema prescelto dagli invitati, "il movimento
anti- mondializzazione dopo il vertice del G-8 a Genova" includerà
naturalmente quello della non violenza al di là delle litanie correnti
volte a criminalizzare l’intero movimento. Ma sarà sicuramente l’intervento
del Ministro belga Luis Michel a dare un contributo critico ed
istituzionale alla discussione in plenaria. Come ha voluto precisare un
portavoce Luis Michel parlerà nella sua veste di presidente di turno del
Consiglio e non in quella di ministro belga, ma i suoi duri giudizi sulla
formazione politica che poi ha vinto le elezioni non potranno essere molto
diversi da quelli maturati dopo il sangue versato a Genova. In una serie
di interviste concesse tra marzo ed aprile del corrente anno a quotidiani
come il fiammingo "De Standaard" e a settimanali come l’austriaco
"Profil" il Ministro degli Esteri aveva delineato la
possibilità di sanzioni contro l’Italia qualora fascisti come
Gianfranco Fini e Umberto Bossi entrassero a far parte del nuovo governo;
tale eventualità, poi tradotta in amara realtà, avrebbe dovuto essere
valutata, secondo il Michel, "ai sensi dell’articolo 7 del trattato
di Nizza, che offre il nuovo quadro giuridico per constatare eventuali
violazioni gravi da parte di uno stato membro dei principi di libertà,
democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà
fondamentali". Il Presidente della Commissione Romano Prodi aveva
pensato bene di rettificare queste prese di posizioni precisando in una
intervista al quotidiano belga "La Derniere Heure" che
"bisogna giudicare i governi sui fatti, sulle azioni", ed aveva
aggiunto che quelle di Michel "erano preoccupazioni legittime".
I fatti sono puntualmente arrivati durante il G-8 di Genova. L’imponente
documentazione televisiva, video, pubblicata dalla stampa internazionale e
corroborata da centinaia di testimonianze dei partecipanti stranieri alle
manifestazioni nel capoluogo ligure hanno convinto molti europarlamentari
che oltre all’articolo 7 su menzionato il governo della Repubblica
italiana abbia violato anche l’articolo 6, paragrafi 1 e 2, del trattato
dell’Unione Europea sul rispetto dei diritti fondamentali dei suoi
cittadini e che pertanto "possa incorrere nelle sanzioni previste
dall’articolo 7 dello stesso trattato, finalizzate all’eventuale
sospensione decisa a maggioranza qualificata di alcuni dei diritti dello
stato membro riconosciuto responsabile delle violazioni stesse."
Lucio Manisco |