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10 maggio 2008
LA DISFATTA: CONSIDERAZIONI INATTUALI di Lucio Manisco Monsieur
de La Palisse: Il popolo
con generoso e acritico ritardo ha abbandonato sinistra e centro sinistra
perché ormai da tre lustri sinistra e centro sinistra avevano abbandonato
il popolo. E’
opinione largamente condivisa, mai espressa a chiare lettere, che ai ceti
in ascesa
economico-sociale da dieci anni a
questa parte – il mattone e l’auto di cilindrata superiore – non
interessino molto o esclusivamente gli
aumenti o la diminuzione delle tasse, ma i condoni fiscali e meno guardia
di finanza per tutti, magico e non tanto subliminale messaggio di
Berlusconi all’elettorato. Ecco perché la vera unità nazionale
dovrebbe trovare espressione sul tricolore; al posto delle quattro
repubbliche marinare il pallone del calcio
circoscritto in cerchio da “evasione
e elusione fiscale”. Visco
santo subito, sia ben chiaro da vivente.
Thomas Hirsch: “La fine della preistoria”. Che
lo sappiamo o no, il nostro destino dipende dal destino del sistema di cui
facciamo parte e non il contrario. E’ come se fossimo a bordo di un
treno diretto verso un precipizio; non è spostando i sedili all’interno
dei vagoni che eviteremo l’incidente. Per questo dobbiamo fermare il
convoglio o cambiare la sua direzione di marcia.
Attribuita
al vignettista politico E. A. “Yes
we can.” “No,
you cunt!” Al
governo ombra non passa affatto per la testa la cacciata dei barbari
quando Silvio Berlusconi passerà la mano a Gianfranco Fini o a Giulio
Tremonti; i papisti, ultrà USA e filo-israeliani che lo compongono non
sono distinguibili in politica estera o sui diritti civili dai colleghi (avversari?)
di Palazzo Chigi; spazzano sotto il tappeto la prospettiva della grande
guerra mediorientale pianificata da Olmert e Bush con l’imminente
offensiva aeronavale israeliana e statunitense contro l’Iran , il Libano,
la Siria e dintorni (l’Italia “farà la sua parte”); non erigono
certo barricate contro l’accelerata invadenza della Chiesa
nell’attività legislativa e in tutte le istituzioni della Repubblica;
ignorano the perfect storm, la tempesta perfetta che si sta abbattendo
sull’economia mondiale e su quelle più fragili come quella italiana –
petrolio a dollari 180-200 il barile, disoccupazione a due cifre,
fallimenti bancari, fino agli attacchi ai forni di manzoniana memoria - ;
e non si occupano di conflitti di interesse e di informazione, causa non
secondaria quest’ultima della debacle elettorale. Non uomini politici ma muri di pietra che trasudano umidità ed un’assenza nauseante di sentimenti. William Butler Yeats: dilaga la marea torbida di sangue ed
ogniddove vengono annegati i riti dell’innocenza: i migliori sono privi
di ogni convinzione, i peggiori sono rigonfi di passionale intensità. 1914 – 2008: Wer hat uns verraten? Sozialdemokraten!
Indefinibile
come la terza persona della Trinità, anima povera ed annacquata, santo
buffone dostoieskiano, Parsifal da parodia, mente disarticolata,
annebbiata e confusa, narciso dal cuore in mano e pronta lacrima,
invecchiata comparsa e stanco cavallo da tiro nel campo troppo arato
dell’anticomunismo, una vita punteggiata da ambizioni sfrenate,
contraddizioni, ambiguità. RIFONDAZIONE
COMUNISTA. I
dati che mancano al mesto dibattito in corso tra i dirigenti: una stima
sia pure approssimativa della percentuale dei voti raccolti: l’1,5, il 2
o il 2,5%? Il numero degli iscritti rimasti dopo il 14 aprile. I costi di
Liberazione; l’ammontare dei contributi elettorali di stato.
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