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19 gennaio 2008 IL BUIO FEROCE DELLA SINISTRA SULL’INVADENZA DELLA CHIESA DI ROMA di Lucio Manisco
Questo buio feroce nel dramma “E’ pericoloso sporgersi, per la vita” di Delbono, in questi giorni al teatro Rond-Point di Parigi, è il buio che ottenebra la ragione e la conoscenza, l’una e l’altra sopraffatte dalla maniacale tendenza ad evitare rischi per la più effimera delle sopravvivenze. Ed è un buio tipicamente, unicamente italiano come dimostrato per l’ennesima volta dalle reazioni al tentativo del Ratzinger di riappropriarsi de La Sapienza sei secoli dopo Bonifacio da allora domiciliato come tutti sanno nella terza bolgia. Le reazioni non sono quelle dei seguaci del papa-re dei baciapile e dei ladri di verità che monopolizzano l’informazione nazionale, bensì dei più esimii esponenti della sinistra cosiddetta laica tutti proni come vescovi nella cerimonia della consacrazione a stigmatizzare l’imbavagliamento del vescovo di Roma, la deriva laicista e l’anticlericalismo diffuso, il furore giacobino che hanno colpito un uomo mite, colto e sensibile, definito da Walter Veltroni un altissimo riferimento spirituale, culturale e morale. “Gott’s Rotweiler”, come lo ha chiamato il “Guardian” superando “il pastore tedesco” de il manifesto, sarebbe così la vittima innocua ed innocente di una settantina di docenti universitari che a novembre avevano rispettosamente obiettato all’invito del Rettore di affidare a lui la “lectio magistralis” – qualcosa tra il “discorso della corona” e il “messaggio sullo stato dell’unione” – all’inaugurazione annuale dell’Ateneo. Un gruppo “sparuto” di studenti scalmanati e fuori di senno gli avrebbe poi tappato la bocca impedendo così un “dialogo di civiltà” con dimostrazioni di protesta davanti alla statua della Minerva. Il tutto copiosamente condito con la famosa battuta sulla tolleranza, non quella di Talleyrand – “di tolleranza conosco solo le case” -, ma l’altra attribuita a Voltaire di cui non c’è traccia negli scritti o nelle testimonianze dei suoi contemporanei. E questo è lo stesso Voltaire che insieme agli illuministi era stato recentemente fulminato dagli anatemi del Ratzinger. Nessuna richiesta di dimissioni del Magnifico Rettore, il professore di statistica Guarini che per motivi tutt’altro che reconditi (è indagato dalla magistratura per una serie di scandali di malaffare che lo coinvolgono insieme alla moglie e aspira ad un nuovo mandato) ha preso l’iniziativa dell’invito informando a cose fatte il senato accademico. Nessuno, ad eccezione dell’immarcescibile Pannella, ha ricordato che il Ratzinger con le sue “von paulus e von petrus panzer divisionen” occupa militarmente da due anni le televisioni di stato, quelle di Berlusconi, il 90 per cento della stampa cosiddetta indipendente, la radio e ogni altro mezzo di informazione. Pochi, pochissimi hanno notato la paucità intellettuale, le carenze dialettiche, le forzature dottrinali del discorso rabberciato ad hoc e letto da un accademico all’aula magna, tutto basato su baggianate come la fede che in ultima analisi esercita un suo primato sulla scienza, sulla verità che si prefigge unicamente la conoscenza del bene. Si è trattato quindi di
un’ultima invasione di campo, di un’aggressione frontale
all’indipendenza teoricamente laica di un’istituzione accademica e non
è detto che non sia stata coronata da successo a giudicare dall’adunata
oceanica a piazza San Pietro dopo lo “adite fidelis” del cardinal
Ruini a cui hanno aderito quegli esponenti della sinistra presumibilmente
impegnati nella difesa della Costituzione italiana che Già, il problema
tutt’altro che marginale della pedofilia da sempre praticata nel clero
cattolico, ma da qualche anno balzata agli onori delle cronache grazie ai
ricorsi ai tribunali delle vittime: 4.500 negli Stati Uniti i procedimenti
giudiziari in corso, più di 2000 quelli risolti con ingenti risarcimenti
extragiudiziari che hanno portato alla svendita di edifici ecclesiastici.
E’ stato probabilmente il timore di queste sanzioni pecuniarie ad
indurre tardivamente il Ratzinger ad ammonire severamente i sacerdoti che
si abbandonano al “vizietto” pedofilo non solo all’estero ma in
Italia Chiamiamolo pure pragmatismo utilitarista americano: sempre meglio di questo buio feroce che avviluppa in Italia i comportamenti di santa romana chiesa e dei papa boys nella sinistra laica nazionale. |