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I casi Gabanelli-Report, Santoro-Vauro e Berlusconi-Rai al Consiglio
d'Europa
All’attenzione: Del Segretario Generale
del Consiglio d’Europa Lucio Manisco, Giuseppe
Di Lello Alessandro
Cisilin Roma, 18 aprile 2009 Con riferimento alla risoluzione del Consiglio d’Europa 1387 (2004): Monopolio dei media e possibile abuso di potere in Italia (Inglese) (Italiano); e alla risoluzione del Parlamento Europeo P5TA (2004) 0373: Libertà di espressione e di informazione. Rischi di violazione nell’Ue e particolarmente in Italia della libertà di espressione e di informazione (articolo 11, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali, 2003/2237 INI), i sottoscritti sottopongono all’attenzione del Consiglio d’Europa e dei suoi organi competenti quanto segue:
a) Il programma di giornalismo investigativo “Report” di Milena Gabanelli sulla “social card”, una direttiva del governo a favore dei meno abbienti, è stato fatto oggetto di aspre critiche dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e il nuovo direttore generale della Rai Mauro Masi ha immediatamente provveduto a sottoporre ad azione disciplinare il programma stesso da parte del Comitato Etico della Rai. L’onorevole Giuseppe Giulietti (Associazione Art.21) ha stigmatizzato tale misura nei seguenti termini: “L’attacco a Report dimostra che c’è un disegno preciso: la progressiva espulsione dalla Rai dei temi e degli autori sgraditi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”. b) Un secondo programma di giornalismo investigativo della Rai, “Annozero”, diretto da Michele Santoro (già sospeso nel 2001 per ‘editto’ del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e poi riattivato con nuova denominazione su sentenze della magistratura italiana), nella puntata del 9 aprile c.a. dedicata alla carenze di misure preventive della Protezione Civile sul terremoto nell’Abruzzo, è stato attaccato tre giorni dopo, domenica 12 alle 16.30, dal presidente del Consiglio in questi termini: “La tv pubblica non può comportarsi in questo modo”. Alle 18 dello stesso giorno il nuovo presidente della Rai Paolo Garimberti e il direttore generale Masi in una nota ufficiale disponevano un esame di “approfondimento” su Annozero. Il direttore generale ordinava quindi al conduttore di Annozero Michele Santoro di programmare una puntata “riequilibratrice” e gli ingiungeva di sospendere la collaborazione di Vauro Senesi, il più noto vignettista politico italiano. c) Secondo quanto riferito dalla stampa italiana, il 17 aprile 2009 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una riunione indetta con i suoi alleati di governo (Popolo della Libertà e Lega) nella sua residenza romana ha deciso il nuovo organigramma della Rai assegnando a giornalisti e funzionari a lui fedeli le direzioni dei telegiornali e delle reti, compito questo che dovrebbe essere invece espletato per statuto dal consiglio di amministrazione della Rai. Si appalesa così, con inconfutabile evidenza, un controllo diretto, arbitrario e autocratico del capo del governo sul servizio pubblico televisivo, controllo la cui immediata efficacia censoria viene favorita dalla subordinazione degli organi direttivi della Rai ai poteri del capo del governo, che già controlla le emittenti private Mediaset. I sottoscritti chiedono pertanto al Consiglio d’Europa di predisporre sui suddetti eventi un’indagine conoscitiva dell’Assemblea parlamentare, di monitorare questi e prevedibili nuovi attacchi alla libertà di informazione in Italia, di rinnovare al governo e al Parlamento della Repubblica Italiana, aggiornandoli,i rilievi già avanzati nella risoluzione 1387 del 2004. Allegati: articolo di fondo del Guardian, 30 marzo 2009: “Fascism’s shadow”. articolo
dell’Indipendent, 20 marzo 2009: “The march of Mussolini into
pubblicazione
GUE/NGL aprile 2004 a cura di A.Cisilin, G. Di Lello, G. Manisco: “EU:Liberty
under attack. Italian Anomaly and the Berlusconi media control”. Risoluzione del Consiglio d’Europa 1387 (2004): Monopolio dei media e possibile abuso di potere in Italia (Traduzione
dal testo
inglese di Marco Ottanelli) L'Italia
è un membro fondante del Consiglio di Europa e sostiene fortemente gli
ideali a cui corrisponde. L'Assemblea quindi è interessata dalla
concentrazione di potere politico,
pubblicitario e dei mezzi di comunicazione nelle mani di una persona, il
Primo Ministro Silvio Berlusconi. L'Assemblea
parlamentare non può accettare che questa anomalia sia minimizzata,
sulla base che propone soltanto un problema potenziale. Una
democrazia è giudicata non soltanto tramite i relativi funzionamenti
giornalieri ma sulla base dei
principii il paese garantisce ai propri cittadini e a livello
internazionale. L'Assemblea ricorda che, in conformità con l'articolo 10
della convenzione per la protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali, e sulla base della legge quadro della corte europea dei
diritti dell'uomo, gli stati hanno
l’obbligo di proteggere e, se necessario, appronta le misure positive
per salvaguardare e promuovere il pluralismo nei mezzi di informazione. L'Assemblea
deplora il fatto che una serie di governi italiani consecutivi sin dal
1994 non siano stati in grado di risolvere il problema del conflitto di
interesse,
e che una legislazione appropriata non sia stata ancora adottata dal
Parlamento attuale. Non è d'accordo che il principio principale del
Progetto Frattini attualmente sotto considerazione – quello per cui
soltanto i manager, e non i proprietari, dovrebbero essere giudicati
responsabili - forniscauna soluzione genuina e completa del conflitto di
interesse riguardo al sig. Berlusconi. Attraverso
Mediaset, il principale
gruppo commerciale, di comunicazioni e di radiodiffusione d’Italia, ed
uno dei più gran nel mondo, il sig. Berlusconi possiede circa la metà
del broadcasting nazionale nel paese. Il suo ruolo come capo di governo lo
posiziona inoltre ad influenzare indirettamente l'organizzazione di
radiodiffusione pubblica RAI, che è competitore principale del Mediaset.
Poichè Mediaset e RAI controllano insieme circa il
90% del pubblico televisivo ed oltre tre quarti delle risorse nel
settore, il sig. Berlusconi quindi ha un controllo senza precedenti sul
“media” più potente in Italia. tale
"duopolio" nel mercato della televisione è in sè un'anomalia
da una prospettiva antitrust. Lo status quo è stato conservato persino
nonostante le disposizioni che interessano il pluralismo di mezzi nella
legislazione fossero state due volte dichiarate incostituzionali,
e le autorità competenti abbiamo riconosciuto le posizioni
dominanti di RAI e delle tre reti commerciali
della Mediaset TV. Un'illustrazione di questa situazione è stata un
decreto recente del Primo Ministro, approvato dal Parlamento, che ha
permesso che il terzo canale,
Retequattro, di Mediaset, e
quello della RAI continuassero il loro funzionamento in violazione dei
limiti antitrust attuali fino all'approvazione di nuova legislazione. La
concorrenza nel settore dei media è
falsata ulteriormente dal fatto che l'azienda di pubblicità di Mediaset,
Publitalia '80, ha una posizione dominante nel advertising della TV.
L'Assemblea deplora l'esclusione continuata di un distributore nazionale
potenziale, Europa 7, vincitore di un'offerta governativa nel 1999 per
trasmettere sulle frequenze occupate da Retequattro del Mediaset. L'Assemblea
crede che la legge recentemente adottata sulla riforma del settore di
radiodiffusione ("legge Gasparri") non possa garantire
efficacemente un maggiore pluralismo semplicemente con la moltiplicazione
dei canali TV tramite la
digitalizzazione. Allo stesso tempo, anzi,tale norma
permette manifestamente che Mediaset si espanda ulteriormente,
mentre lascia la possibilità ai giocatori
del mercato di avere il monopolio in un dato settore senza mai
raggiungere il limite antitrust nel sistema integrato generale delle
comunicazioni (SIC). L'Assemblea nota che, sulla base di queste
preoccupazioni, la versione precedente della legge è stata respinta dal
presidente della Repubblica. L'Assemblea
è interessata specialmente dalla situazione della RAI, che è contraria
ai principii di indipendenza stabiliti nella raccomandazione 1641 (2004)
dell'Assemblea su emittenti di servizio pubblico. RAI è stato sempre uno
specchio del sistema politico del paese ed il pluralismo interno si è
spostato dalla rappresentazione proporzionale delle ideologie politiche
dominanti nel passato verso "il vincitore prende tutto",
riflesso dell’attuale parte politica al potere. L'Assemblea
sottolinea con preoccupazione le dimissioni del presidente della RAI e di
uno dei giornalisti più popolari come protesta per la mancanza di una
rappresentazione politica equilibrata in Consiglio di Amministrazione, e
per l’eccesso di influenza
politica nella gestione della programmazione RAI. Mentre
i mezzi stampati in Italia hanno assicurato tradizionalmente più grande
pluralismo e l'equilibrio politico che non il settore di radiodiffusione,
la maggior parte dei italiani riceve le loro notizie per mezzo della
televisione. L'alto costo della pubblicità sui
giornali, relativamente al costo della pubblicità della TV, sta
avendo un effetto dannoso sui mezzi di informazione stampati in Italia.
Tuttavia, l'Assemblea desidera registrare la relativa approvazione delle
misure di governo per aiutare i giornali di piccole e di medie dimensioni,
ed altre misure atte ad amplificare la lettura del giornale stampato. L'Assemblea
è estremamente preoccupata poiché, l'immagine negativa che l'Italia sta
mostrando internazionalmente a causa del conflitto di interesse del sig.
Berlusconi, potrebbe impedire gli sforzi del Consiglio di Europa nella
promozione dei mezzi indipendenti ed imparziali nelle nuove democrazie.
Considera che l'Italia, come uno dei contributori più forti al
funzionamento dell'organizzazione, ha una responsabilità particolare
rispetto questo tema. L'Assemblea
precisa che molti organismi internazionali, quale il rappresentante
dell’ OSCE sulla libertà dei media e, più recentemente, il Parlamento
Europeo, hanno espresso preoccupazioni simili alle proprie (del consiglio
d’Europa stesso). Accoglie favorevolmente le misure per salvaguardare il
pluralismo dei media proposto nella risoluzione del Parlamento Europeo del
del 22 aprile 2004 "sui rischi di violazione, nell'UE e
particolarmente in Italia, della libertà di espressione e delle
informazioni (l'articolo 11(2) della lettera dei diritti
fondamentali)", vale a dire che la protezione della diversità di
mezzi dovrebbe trasformarsi in una priorità di legge nel contesto della
UE. 11.
L'Assemblea quindi invita il Parlamento italiano a:
approvare urgentemente una legge che risolva il conflitto di
interesse
fra la proprietà e controllo delle aziende e la carica di ufficio
pubblico e che comprenda le pene per i casi dove c’è un conflitto di
interesse con la carica di ufficio pubblico a livello elevato;
accertarsi che la legislazione ed altre misure regolamentari
mettano termine alla
pratica di vecchia data di interferenza politica nei media,
considerando in particolare la dichiarazione
del comitato dei Ministri “sulla libertà del dibattito politico nei
media”, adottata
emendi la legge di Gasparri in conformità con i principii
precisati nella raccomandazione del comitato dei Ministri n. R (99) 1 per
le misure atte a promuovere il pluralismo di mezzi di comunicazione, ed in
particolare: a.
evitare l'emersione delle posizioni dominanti nei mercati relativi
all'interno del SIC; b.
prendere le misure specifiche per porre
fine al corrente duopolio RAI-Mediaset; c.
prendere specifiche misure
per accertarsi che la digitalizzazione garantisca il pluralismo nei
contenuti. L'Assemblea
invita inoltre il governo italiano a : i.
adottare
misure per portare il funzionamento di RAI in conformità con la
raccomandazione 1641 (2004) dell'Assemblea su broadcasting di servizio
pubblico, con la dichiarazione del quarto congresso ministeriale europeo
sulla politica e mass-media
di Praga e con le raccomandazioni no. R(96) 10 sulla garanzia
dell'indipendenza del servizio radiotelevisivo di servizio pubblico e
Rec(2003)9 'sulle misure per promuovere il contributo democratico e
sociale di trasmissione digitale”
dia un esempio internazionale positivo proponendo e sostenendo le
iniziative in seno al Consiglio di Europa e Unione Europea che promuove il
maggiore pluralismo dei media a livello europeo. L'Assemblea
chiede alla Commissione di Venezia di fornire un'opinione sulla
compatibilità della legge Gasparri e il Progetto Frattini con gli
standards del Consiglio di Europa nel campo della libertà di espressione
e del pluralismo dei media, particolarmente alla luce della legge quadro
della corte europea dei diritti dell'uomo.
Lucio
Manisco Giuseppe
Di Lello Alessandro
Cisilin
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