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agosto 2004
La democrazia celebra i suoi riti dagli States alla Cecenia E i mass media servili fanno da grancassa di Lucio Manisco In questi giorni la democrazia viene celebrata nei suoi riti più solenni, nella sua essenza di libertà, di eguaglianza, di espressione della volontà popolare in Cecenia, in Afghanistan, in Iraq e soprattutto nella convenzione repubblicana di New York City. E se mio nonno avesse due ruote sarebbe una cariola. Immuni dalla saggezza antica dell'adagio
romanesco e dalla schiacciante evidenza degli eventi nel mondo ripetono ad
ogni pié sospinto baggianate del genere la rete televisiva Fox News di
Rupert Murdoch, gli apostoli della democrazia che hanno inaugurato ieri
sera la convenzione repubblicana al Madison Square Garden, grandi Al posto dell'immaginazione al potere auspicata dal maggio francese, abbiamo ora la finzione al potere dispiegata in tutta la sua grossolana violenza da mass media controllati e servili in Europa come negli Usa. Una finzione che peraltro non ha fatto breccia nei 300 o 400mila che si sono dati convegno nella grande metropoli per protestare contro la guerra e per scongiurare il pericolo reale, fin troppo reale, di altri quattro anni di George Dabliu Bush.
I "New York Finest", i poliziotti della Grande Mela, ne hanno arrestati 500, "anarchici" perché in bicicletta e vestiti di nero; il giorno dopo ne hanno rilasciati 200 munendoli di fogli di via e altri ne hanno fermati perché rovinavano l'erba di Central Park. Il tutto naturalmente per garantire la massima sicurezza dei convenuti repubblicani nell'anfiteatro circolare del Madison Square Garden: il loro compito sarà quello ormai scontato di consacrare la nomina per un secondo mandato di un "presidente di guerra" che giovedì prossimo proclamerà di aver reso più forte e più sicura la nazione, di aver fatto avanzare a passi di gigante la causa della democrazia in Medioriente, in Afghanistan, in Iraq. Non menzionerà certamente Najaf, Falluja, Ramadi e l'intera provincia di Anbar dove le truppe occupanti non entrano più e dove opera solo l'aviazione con il suo motto "Morte dal cielo, pace in terra". George Bush o chi per lui ha inscenato a New York la stessa opera buffa di quattro anni fa a Philadelphia dove era stato alzato il sipario sul suo presunto "conservatorismo compassionevole"; dopo le clamorose smentite degli ultimi quattro anni di governo il termine non verrà più usato ma verrà posto l'accento su altri presunti indirizzi moderati di politica interna economica e sociale per i prossimi quattro anni. Saranno ugualmente moderati tutti gli oratori invitati sul podio dello stadio da basketball, a partire dall'ex democratico Zell "Zig Zag" Miller che ripresenterà ufficialmente la candidatura di Bush, dopo avere presentato quella di Bill Clinton alla convenzione democratica del 1992. Ha cambiato parere - ha detto - perché il partito democratico era diventato troppo di sinistra per lui, uomo di centro! Il che ha dimostrato per l'ennesima volta contiguità ed assonanze fra le due formazioni politiche accomunate da Gore Vidal con l'etichetta unica di "GRANDE PARTITO DEMOREPUBBLICANO D'AMERICA". Tutti i delegati alla convenzione di New York faranno finta di credere alla finzione di questa nominale corsa al centro del presidente, malgrado le loro radicate convinzioni di fondamentalisti cristiani, assatanati contro le unioni tra gay, contrari alle ricerche sulle cellule staminali, all'interruzione delle gravidanze; tutti convinti della sacralità della vita dell'embrione, tutti sostenitori a spada tratta della pena di morte in tutti e 51 gli Stati.
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