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I
primi 100 giorni di Obama "I
matti" hanno avuto successo di John Pilger La pubblicità e le
pubbliche relazioni, sue gemelle, divennero la maniera di ingannare su una
scala ideata da coloro che avevano letto Freud ed avevano impiegato la
psicologia di massa su ogni cosa, dal fumo alla politica. Così come
l'Uomo Marlboro era la virilità personificata, così gli uomini politici
potevano essere marchiati, impacchettati e venduti. Sono ormai più di cento
giorni da quando Barak Obama è diventato Presidente degli Stati Uniti. Da
allora il "Marchio Obama" è stato nominato da Advertising Age
"marchiatura dell'anno per il 2008", battendo di buona misura
"Apple". David Fenton di MoveOn.org ha descritto la campagna
elettorale di Obama come una "organizzazione comunitaria
istituzionalizzata, ad alto livello di automazione tecnologica, mai prima
esistita, una forza molto, molto potente". Impiegando Internet e uno
slogan copiato da quello del sindacalista latino-americano Caesar Chavez -
"Sì, se puede!" - "Yes, we can ", la "comunità
ad automazione tecnologica e di massa" ha diffuso sul mercato il suo
marchio fino alla vittoria in un paese disperato e disposto a tutto pur di
disfarsi di George W. Bush e del suo erede. Nessuno sapeva realmente
cosa ci fosse dietro a quel marchio. Così efficace era la pubblicità -
una somma primato di 75 milioni di dollari era stata investita nelle sole
inserzioni commerciali sulle reti televisive - che molti americani avevano
creduto veramente che Obama condividesse la loro opposizione alle guerre
di Bush. Nella realtà egli aveva sostenuto ripetutamente le sue direttive
guerrafondaie e il loro finanziamento congressuale. Molti americani
avevano anche creduto che egli avesse raccolto l'eredità anticoloniale di
Martin Luther King. Ma se
Obama aveva un tema
fondamentale - a parte il vacuo "cambiamento in cui potete
credere" - questo era il rilancio dell'America nel ruolo di bullo
dedito al dominio ad all'avidità globali. "Noi saremo sempre i più
possenti". Aveva dichiarato. Forse la più efficace
pubblicità per il marchio Obama era stata fornita gratuitamente da quei
giornalisti che, veri cortigiani in un sistema improntato alla cupidigia
del potere, erano e sono pronti a promuovere fulgidi cavalieri ad ogni
pie' sospinto. E così lo avevano spogliato di vestimenta politiche,
trasfigurando i suoi banali discorsi in "perspicaci creazioni
letterarie, ricche, come quelle colonne doriche, di allusioni"
(Charles Higgins, The Guardian). Mark Morford, commentatore del San
Francisco Chronicle, scriveva che "molte persone spiritualmente
elevate da me conosciute, vedono in Obama l'operatore di un faro luminoso,
quella rara specie di esseri armoniosi, che può realmente contribuire ad
inaugurare sul pianeta una nuova maniera di esistere". Bene. Nei suoi primi
cento giorni Obama ha condonato la tortura, ha sollevato eccezioni allo
habeas corpus, ha invocato più segreti sull'operato del governo. Ha
mantenuto intatti i gulag di Bush e mantenuto almeno 17.000 prigionieri al
di fuori di ogni tutela giudiziaria. Il 24 aprile u.s. i suoi avvocati
hanno ottenuto con un ricorso in appello che i detenuti a Guantanamo non
venissero trattati come "persone" e che pertanto non avessero il
diritto a non essere torturati. Il suo direttore per la intelligence
nazionale, l'ammiraglio Dennis Blair, ha asserito di credere che la
tortura produca risultati utili. Uno dei suoi alti funzionari è stato
accusato in Guatemala di avere torturato una religiosa americana; un altro
è un esaltatore di Pinochet. Come era stato sottolineato da Daniel
Ellsberg, l'America era stata fatta oggetto a tutti gli effetti di un
colpo di stato militare durante l'amministrazione Bush, ma il segretario
alla difesa Robert Gates, insieme ad altri guerrafondai, hanno poi
mantenuto i loro incarichi con l'avvento di Obama. Nel mondo intero, le
violente aggressioni dell'America contro gente innocente, aggressioni
dirette o indirette tramite i suoi agenti, si sono intensificate. Durante
i recenti massacri di Gaza, riferisce Seymour Hersh "la squadra di
Obama" ha fatto sapere che non avrebbe obiettato a rimpiazzare come
pianificato le "bombe intelligenti" e altri ordigni bellici ad
alta tecnologia che precedentemente affluivano ad Israele e che venivano
usati per macellare prevalentemente donne e bambini. Nel Pakistan il
numero di civili uccisi da missili lanciati da velivoli senza pilota è più
che quadruplicato da quando Obama ha assunto i poteri. In Afganistan la
"strategia" USA di uccidere la gente delle tribù Pashtun (i
"Talibani") è stata estesa da Obama per dar tempo al Pentagono
di costruire una serie di basi permanenti sull'intero paese devastato,
dove - ha proclamato il Segretario Gates -
i militari statunitensi rimarranno indefinitamente. La direttiva politca di
Obama, mai del resto cambiata dai tempi della guerra fredda, è quella di
esercitare intimidazioni sulla Russia e su una Cina ora rivale imperiale.
Egli sta portando avanti la provocazione di Bush di piazzare missili sulle
frontiere occidentali con la menzogna che essi servirebbero a
controbilanciare la potenza dell'Iran, che lui accusato assurdamente di
rappresentare una "minaccia reale" per l'Europa e per gli Stati
Uniti. Il 5 aprile a Praga ha pronunziato un discorso definito
"antinucleare". Era tutto fuorché questo. In base al programma
del Pentagono per la sostituzione di ogive belliche sicure ("Reliable
Replacement Warheads") gli Stati Uniti stanno allestendo nuove armi
nucleari tattiche destinate a rendere più indistinta la differenza tra
una guerra nucleare ed una convenzionale. Forse la menzogna più
grande (equivalente a quella sul fumo che fa bene alla salute) è
l'annunzio di Obama sul ritiro statunitense dall'Irak, il paese ridotto ad
una grande fiumana di sangue. Secondo gli imperterriti
pianificatori delle forze armate USA fino a 70.000 soldati rimarranno
dislocati nel paese "per i prossimi 15 o 20 anni". Il 25 aprile
il segretario di stato Hillary Clinton ha alluso ad un proposito del
genere. Non sorprende quindi che i sondaggi indichino che un
crescente numero di americani crede di essere stato tratto in
inganno - anche e soprattutto perché l'economia è stata affidata agli
stessi truffatori che l'hanno distrutta. Lawrence Summers, principale
consigliere economico di Obama, sta elargendo 3.000 miliardi di dollari a
quelle stesse banche che gli avevano pagato lo scorso anno otto milioni,
inclusi 135.000 per un solo discorso. Davvero, un cambiamento in cui
potete credere. Una gran parte dello
"establishment" americano odiava Bush e Cheney per aver reso
palese e minacciato la marcia in avanti del "gran disegno
d'America", come lo chiamava Henry Kissinger, criminale di guerra ed
ora consigliere di Obama. Bush rappresentava un "collasso del
marchio" in termini pubblicitari, mentre Obama con il suo sorriso da
dentifricio e con i suoi virtuosi luoghi comuni rappresenta oggi un dono
divino. Con un colpo solo si è disfatto di un serio dissenso sulla guerra
e così commosso fino alle lacrime Washington e Londra. E' l'uomo della
BBC, è l'uomo della CNN, è l'uomo di Murdoch, è l'uomo di Wall Street,
è l'uomo della CIA. "I Matti" hanno avuto successo. |