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SILVIA BARALDINI: INGIUSTIZIA CONTINUA SU DELEGA USA ALL'ITALIA

27 novembre 2000: un anno e tre mesi di carcere a Rebibbia dopo i diciotto anni nelle carceri americane.

Il 25 agosto 2000 Silvia Baraldini aveva compiuto un anno di detenzione nella Casa Circondariale di Rebibbia dopo i diciotto anni trascorsi nei penitenziari degli Stati Uniti d'America. E' una detenuta "speciale" nella sezione femminile A del carcere romano: "speciale" perché "speciale" - secondo alcuni giuristi incostituzionale - è il regime della sua incarcerazione regolato da accordi con Washington che stabiliscono un primato della giurisdizione e degli statuti penitenziari USA su quelli della Repubblica Italiana. In base a questi accordi Silvia Baraldini non potrà essere rilasciata in libertà prima del marzo 2008, non potrà beneficiare della legge Gozzini, il Parlamento non potrà promuovere iniziative di lenienza o condono nei suoi confronti e così anche il Guardiasigilli non potrà proporre la concessione della grazia al Presidente della Repubblica. Il Governo Italiano ha inoltre riconosciuto il "diritto" degli Stati Uniti di ottenere il rientro della Baraldini in un carcere americano qualora una delle clausole su menzionate non venisse osservata dallo Stato Italiano. Il 22 settembre del 1999 l'allora Ministro di Grazia e Giustizia Oliviero Diliberto, rispondendo ad alcune interpellanze al Senato, ha testualmente dichiarato: " Per quanto riguarda la nostra parte, noi rispetteremo l'accordo in tutte le sue parti" ed ha ribadito più volte la natura bivalente dell'accordo stesso: "La soluzione che è stata trovata - egli ha asserito - ossia quella di un accordo politico tra i due governi e della seguente sentenza della Corte d'Appello che ha recepito, seppure per relationem quell'accordo politico (sottolineo che rappresenta una sentenza innovativa e dunque - come ho detto - anche un precedente per risolvere analoghi casi), ha risolto questo annoso problema anche sotto il profilo giuridico, ma credo di poter dire che non vi è dubbio che abbia contribuito anche la sensazione del nostro partner americano di una affidabilità degli impegni che questo Governo ha assunto e che intendo qui ribadire. " Pareri dissenzienti sono stati espressi da costituzionalisti di chiara fama, da esperti di diritto internazionale, da avvocati come la Signora Grazia Volo che ha assunto la difesa in Italia di Silvia Baraldini e e come il suo avvocato statunitense Signora Elizabeth Fink. Futili e dettate unicamente da faziosità politica le critiche portate all'accordo e all'ex-Ministro di Grazia e Giustizia da alcuni esponenti dell'estrema destra parlamentare. Ecco perchè dopo un anno e tre mesi di incarcerazione a Rebibbia di questa "detenuta speciale" è quanto mai opportuno riprodurre tutti o gran parte degli accordi, dei documenti e dei pareri che hanno preceduto, accompagnato e seguito il trasferimento di Silvia Baraldini in Italia. La documentazione in questione era stata peraltro in parte divulgata da quotidiani Italiani quali La Stampa e Il Manifesto. (L.M.)